INTERVENIRE TEMPESTIVAMENTE SULL’AQUASCOOTER RISOLVE I PROBLEMI

L’aquascooter Comer è ormai una realtà consolidata ed il suo utilizzo è  largamente diffuso anche in altri paesi del mediterraneo e non. E’ diventato un fedele compagno di pesca proprio per la versatilità negli spostamenti che questi conferisce al suo fruitore. A differenza di una comune imbarcazione, grazie al suo ridotto ingombro permette di immergersi da qualsiasi tipo di tratto costiero e l’investimento per il suo acquisto è decisamente contenuto e alla portata di tutti. Certamente va considerato che questo articolo non può essere considerato alla stregua di un gommone ed il suo impiego va valutato con tutte le limitazioni del caso (ma questo sarà l’oggetto di un altro articolo).

Un aspetto peculiare dell’aquascooter, che è conosciuto da tutti i suoi utilizzatori, è che richiede una cura maniacale altrimenti la sorpresa di restare a mollo senza locomozione è dietro l’angolo. È per questa ragione che al verificarsi di un accidentale allagamento (non dovuto ad urti che hanno provocato crepe/rotture e conseguente infiltrazione d’acqua) il pescasub va in ansia ed inizia a sperare di non aver causato l’irreparabile.

DIAGNOSI

Innanzitutto bisogna essere certi che si stia parlando effettivamente di allagamento, pertanto se in acqua dopo qualche ponderato tentativo il mezzo non si riavvia, solleviamolo sulla plancetta e verifichiamo in controluce attraverso la porzione di plastica bianca (senza smontare niente) l’eventuale presenza di liquido nell’airbox, la zona dell’aquascooter dove per intenderci avvitiamo la canna dell’aria. Se appuriamo che ve n’è mettiamoci l’anima in pace che l’unica cosa possibile da fare e rientrare a pinne, nient’altro può essere tentato.

COSA SERVE

Una volta aver preso coscienza di essere gli sfortunati proprietari di un aquascooter allagato, dobbiamo sapere che solo un intervento tempestivo con l’ausilio di alcuni semplici strumenti può rimettere in sesto il nostro fedele compagno di pesca senza causare danni “costosi”. Innanzitutto dobbiamo avere a disposizione:

Olio per motori marini a 2 tempi (lo stesso impiegato per la miscela)

Benzina (almeno 2 litri)

Grasso marino

1 Candela nuova (in alcuni casi opzionale)

1 cacciavite piatto

1 imbuto (incluso nel kit in dotazione)

1 chiave per smontare la candela (anch’essa inclusa nel kit in dotazione)

Un sacco di vecchi giornali ed un ampio spazio (che potrebbe sporcarsi molto)

COME INTERVENIRE

Innanzitutto bisogna svuotare accuratamente il serbatoio dell’aria dall’acqua che vi è entrata ed assicurarsi che non ve ne restino residui anche di modesta entità. Successivamente bisogna svuotare anche il serbatoio di tutta la benzina in esso contenuta in quanto dell’acqua potrebbe averla raggiunta attraverso il motore.

Infine con l’ausilio del cacciavite a testa piatta, rimuovere il kit di scarico per far fluire i liquidi residui.

ATTENZIONE! Come anticipato queste operazioni sporcano moltissimo la zona in cui opererete pertanto munitevi di tutto quello che potete per salvaguardare l’integrità dell’area di lavoro, stracci vecchi e giornali faranno alla bisogna.

Una volta drenati tutti i liquidi, staccate la pipetta della candela e rimuovete la candela con l’ausilio dell’apposita chiave. A questo punto inizia la vera e propria fase di recupero. Per mezzo dell’imbuto del kit, versiamo direttamente nel cilindro l’olio per la miscela. Una volta riempito fino all’orlo, tirando la cordicella di avviamento con estrema cautela, muoviamo il pistone lungo il cilindro affinché l’olio vada in circolo.

Questa operazione deve essere svolta con estrema cautela per diverse ragioni:

  1. Perché in presenza di residui solidi nel cilindro (come per esempio cristalli di sale marino), quest’ultimo potrebbe rigarsi e allora bisognerebbe farlo rettificare da una persona esperta…
  2. Perché azionando la cordicella di avviamento senza la dovuta cautela provocheremmo una vera e propria eruzione di olio che ridurrebbe tutta la zona intorno a noi peggio di pompei dopo l’eruzione del vesuvio
  3. Perché con il movimento del pistone ed in assenza del kit di scarico, l’olio versato nel cilindro uscirebbe copiosamente anche da sotto

Dopo aver ripetuto questa operazione due o tre volte ed una volta che saremo certi di aver unto bene tutto, dovremo spurgare il nostro acquascooter dall’olio in eccesso. A questo punto possiamo iniziare a rimontare il tutto ma ricordate di mettere del grasso marino sull’estremità della candela prima di collegare la pipetta e di non reinstallare il kit di scarico per il momento. Riempite nuovamente il serbatoio con nuova miscela (quella precedentemente rimossa ahimè non dovrà esser più riutilizzata) e aprite il serbatoio dell’aria. La presenza di olio in eccesso nonostante lo spurgo tenderà a bagnare la candela e quindi ad impedire la messa in moto. Pertanto sappiate che dovrete faticare un po’ ripetendo l’operazione di avviamento svariate volte. In questa fase ad ogni modo potrebbe riprendere la fuoriuscita di liquidi dallo scarico quindi mantenete sotto dei giornali. Qualora non ne volesse sapere di riavviarsi, smontate la candela, eliminate eventuali eccessi di olio, asciugate l’elettrodo della candela e rimontate il tutto.

A questo punto se avrete seguito le istruzioni qui sopra alla lettera, il nostro compagno di pesca riprenderà senza problemi ad accompagnarci nelle nostre avventure in mare.

 

 

 

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