COME SCEGLIERE IL FUCILE SUB

Quando ci affacciamo alla pescasub per la prima volta siamo presi dalla frenesia dell’armamento e difatti la prima parte di attrezzatura su cui rivolgiamo la nostra attenzione, ritenendola la più importante (a discapito della muta per esempio che forse dovrebbe essere la prima visto che è l’unica cosa che ci protegge dall’ambiente esterno), è proprio il fucile. Inoltre il nostro entusiasmo ci fa partire con fervore alla ricerca freudiana dell’arma più potente e performante disponibile sulla scia del pensiero “più è grande e meglio è”. Sbagliato! L’arma deve essere commisurata al tipo di pesca che svolgiamo e alle nostre propensioni e capacità. Per comprendere come operare la nostra scelta facciamo una panoramica di ciò che è disponibile.

I fucili per la pesca sub si dividono in 2 macro categorie che sono: gli arbalete: armi che sfruttano la propulsione di elastici per scagliare un’asta di acciaio inox verso il bersaglio gli oleopneumatici (o ad aria compressa): armi invece che sfruttano l’aria compressa per scagliare a mezzo di un pistone l’asta in acciaio inox verso il bersaglio. Da queste categorie si diramano diverse sottocategorie che rispondono ad esigenze più tecniche e specifiche come possono essere la “fusion” per gli arbalete e la “sottovuoto” per gli oleopneumatici ma le vedremo in seguito. Per dovere di cronaca citiamo i fucili a molla, potenti come una 500 contro una Lamborghini, predecessori degli oleopneumatici e la cui tecnologia è stata ampiamente superata.

La scelta tra i due tipi di fucile è dettata meramente da una questione di feeling dell’utilizzatore perché sono armi con caratteristiche differenti. Quindi dimentichiamoci la domanda "quali sono i fucili più potenti", non c'entra niente!

SCELTA DI UN FUCILE SUBACQEUO: PRINCIPALI FATTORI DA CONSIDERARE

FUCILE SUB: Affidabilità e manutenzione

da questo punto di vista un arbalete è più facile da riparare/gestire in quanto tutto il sistema di propulsione è a vista ed è più semplice mentre negli oleopneumatici è contenuto all’interno di un fusto a tenuta stagna e se non si è proprio pratici ci costringono a rivolgersi ad un tecnico specializzato.

FUCILE SUB: Brandeggio

a parità di potenza/lunghezza un oleopneumatico ha un ingombro ridotto rispetto ad un arbalete e non ha gli elastici sul fusto che una volta in tensione durante gli spostamenti creano frizione con l’acqua e vibrando producono onde sonore. linea di mira: con gli arbalete è più pulita ed intuitiva in quanto il bersaglio viene allineato con la punta dell’asta mentre con gli oleopneumatici si tende a coprire il bersaglio con la punta dell’asta per creare l’allineamento. potenza e prestazioni: con le recenti evoluzioni degli arbalete nelle versioni più tecniche e performanti è un po più difficile stabilire quale categoria è più potente tuttavia è una comune considerazione che almeno per i modelli più basici gli oleopneumatici siano più potenti in quanto aste più pesanti e maggiore velocità di uscita (quando l’asta ha completamente abbandonato l’arma) garantiscono un impatto più incisivo sul bersaglio.

FUCILE SUB: Rumore

ahimè l’oleopneumatico è caratterizzato da uno sparo più rumoroso rispetto all’arbalete che risulta essere più discreto. modifiche e customizzazione: entrambe le categorie danno la possibilità di customizzare l’arma secondo le nostre attitudini ed esigenze tuttavia le possibilità offerte da un arbalete sono decisamente maggiori

FUCILE SUB: Caricamento

come caricare un fucile subacqueo è un altro dei dubbi più ricorrenti. Il caricamento è una questione soggettiva perché specie nelle armi più lunghe siano esse di una categoria o dell’altra diventa un operazione ugualmente impegnativa. Una volta fatta questa doverosa premessa occorre comprendere che la potenza di un fucile è generalmente commisurata alla sua lunghezza. Maggiore infatti è la corsa degli elastici (arbalete) o del pistone (oleopneumatici) maggiora è la forza applicata all’asta. Per quanto riguarda gli arbalete, oltre alla lunghezza del fusto, la potenza è determinata dal numero di elastici montati, dal loro diametro e coefficiente di trazione nonché dal sistema di propulsione, vale a dire tradizionale, roller, inverter, fusion, etc. per quanto riguarda invece gli oleopneumatici ci sono diversi sistemi che garantiscono la tenuta stagna della canna e quindi una minore frizione risultante in una accresciuta potenza.

A questo punto occorre capire come e quando impiegare queste armi. Nelle armi più lunghe la maggiore potenza è tuttavia inversamente proporzionale alla brandeggiabilità pertanto queste ultime sono generalmente impiegate nella pesca all’aspetto in acque libere. E’ di fatto sconsigliabile sulla base del comun buon senso impiegare tali armi per insidiare una preda in tana. Sia perché non risulterebbe affatto pratico e poi perché rischieremmo di distruggere tutto. E’ chiaro che nella pesca in apnea capita spesso di non avere l’arma adeguata alla preda/situazione che ci si para davanti ma resta a noi capire quando dobbiamo fare un passo indietro e lasciar perdere. Anche nella pesca all’agguato è sconsigliata un’arma lunghissima a favore invece di una di media lunghezza proprio perché dobbiamo essere pronti ad effettuare un puntamento veloce e ci serve per questo un’arma con un brandeggio immediato e una potenza adeguata a tiri di media lunga gittata. Verrebbe facile quindi, a fronte di queste considerazioni, ipotizzare che: aspetto= arma lunga (100/115cm) agguato= arma media (90/100cm) tana= arma corta (45/75cm) tuttavia non è esattamente cosi perché nella scelta del fucile intervengono altre variabili come la visibilità e la conformazione del fondale, nonché il tipo di preda che s’intende insediare. Per esempio in situazioni di visibilità ridotta, in qualsiasi tecnica ci cimentiamo, utilizzeremo raramente un’arma lunga a meno che non sappiamo che ci passerà praticamente sopra il fucile un tonno! Seppur ci potrà essere un remoto scenario in cui impiegheremo un’arma lunga all’aspetto in condizioni di acqua torbida, non ne esisterà mai uno in cui la utilizzeremo all’agguato, in virtù del fatto che dobbiamo essere rapidi con questa tecnica ma saremmo rallentati invece dalla scarsa visibilità unita al difficile brandeggio. Considerando invece il tipo di fondale, se presenta strutture rocciose con spacchi potrebbe essere sensato optare per un’arma media che ci permetta di pescare sia in tana che all’aspetto anche in presenza di acqua limpidissima al contrario su un fondale completamente piatto senza possibilità di nascondigli un’arma lunga è da prediligere perché non avendo ripari dietro cui nascondere la nostra silhouette, il pesce ci concederà pochissime occasioni di tiro e probabilmente si terrà a grande distanza da noi. A meno che non intendiamo iniziare e continuare la nostra carriera di pescasub come tanaioli il primo fucile dovrebbe essere di misura vicina a 82cm. Questa è la misura più versatile che ci farà comprendere come creare il feeling con l’arma e ci permetterà di pescare in diverse situazioni e con diverse tecniche. Nonostante risulti facile lasciarsi affascinare dalle grandi gittate dei fucili più potenti, il neofita dovrebbe prendere confidenza con un’arma mono o doppio elastico tradizionale oppure un oleopneumatico equivalente perché occorre tenere sempre a mente che bisogna curare la nostra tecnica di avvicinamento piuttosto che la potenza del fucile perché non sarà decisamente quest’ultimo aspetto a garantirci la cattura. Un’arma di questo tipo e di buon livello costa mediamente tra gli 80 e i 150 euro. Spendere di più per un fucile monoscocca, in carbonio, con sistema fusion, ecc è assolutamente da evitare. Di seguito trovate la nostra selezione di fucili e i relativi prezzi e potrete constatare che non vi sono offerte di fucili sub più vantagiose!

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