PISCIARINO/PISSETTE/BECCO D'ANATRA: SOLUZIONI ALTERNATIVE CON MATERIALI DI RISULTA

PISCIARINO MUTA SUBAd oggi sembrerebbe che le case produttrici di attrezzature subacquee abbiano prodotto tutto quello che ci occorre per rendere la nostra battuta di pesca più confortevole, eppure non c’è un singolo pescasub che io conosca che non si sia cimentato almeno una volta nella realizzazione di un componente della propria attrezzatura traendone (specialmente nelle fredde pause invernali) un intimo godimento, surrogato del piacere della cattura.

La realizzazione di qualcosa che effettivamente porta giovamento all’attività di pesca spinge quindi alla condivisione ed è per questo che sul web si trovano svariate rubriche e tutorial che spiegano come costruire un po’ di tutto. Resta però il problema che in molti casi i suddetti tutorial basano la progettazione sull’impiego di attrezzature e/o macchinari da lavoro professionali che non sono esattamente alla portata di tutti, come per esempio il tornio, la fresatrice, il trapano a colonna, ecc.

In questa rubrica cercheremo di mostrare come convertire materiali comuni in soluzioni personalizzate ai piccoli problemi legati alla nostra attrezzatura. Per tutti i nati a cavallo degli anni 70 ed 80 come me, la filosofia dell’adattare qualcosa che sembra destinato alla spazzatura in un oggetto utile e funzionante è da considerarsi come l’effetto postumo della prolungata esposizione mattutina a MacGYver, pertanto spero che i lettori sapranno essere clementi.

Il pescasub di oggi ha ormai abbandonato da tempo l’imbarazzo legato all’uso del pisciarino o dell’uridol, tanto che alcune case vendono becchi d’anatra pronti da essere montati all’occorrenza mentre altre addirittura vendono i pantaloni già equipaggiati con questo accessorio. Ma cosa succede se ad agosto quando il nostro negoziante di fiducia è chiuso per ferie e l’unico pantalone che ci è rimasto non ha il becco d’anatra? Bene, lo costruiamo noi in casa!

Prima di iniziare a spiegare come si fa dobbiamo partire da un presupposto che il nostro metodo risolve diversi problemi oltre ad essere di facile realizzazione, in quanto i becchi d’anatra attualmente in commercio o hanno un bordo che si incolla sull’esterno del pantalone, tutto intorno al buco che avremo praticato (valvola liquid out - omer) oppure ne sono completamente sprovvisti e richiedono molta accuratezza nel praticare un foro nel pantalone dell’esatto diametro ed una cucitura lungo il bordo che sostenga l’incollaggio (che spesso può dare fastidio). Con questo metodo invece questi problemi sono assolutamente risolti.

ISTRUZIONI:

Iniziamo con il disegnare un carta modello piu o meno a forma di trapezio che abbia la sommità larga circa 2/3cm e la base 5/6cm, con un’altezza di circa 15cm. Dopodiché dobbiamo applicarlo su un foglio di neoprene possibilmente bifoderato da 3mm e ritagliare quest’ultimo in modo da ottenere due trapezi delle stesse dimensioni del carta modello. In questo caso si può pensare di impiegare la porzione del collo di uno dei nostri calzari usati (come mostrato nel video) per riutilizzare qualcosa che avremmo buttato.

Una volta ottenuti i due trapezi di neoprene, applichiamo il neoprene liquido sui due lati piu lunghi di entrambi avendo cura di lasciare puliti gli ultimi 2/3cm (verso la base) e uniamoli in modo da ottenere il pisciarino vero e proprio. Un volta che il neoprene liquido si è asciugato procediamo con la cucitura dei punti di giuntura (gli stessi che abbiamo precedentemente incollato) affinché il tutto sia unito in maniera piu robusta. Le cuciture possono essere anche passanti perché in questo caso non creano in alcun modo frizione con la pelle. Una volta terminato avremo un cono con due alette alla base. A questo punto prendiamo il nostro pantalone ed individuiamo il punto alla giusta altezza per l’applicazione del pisciarino. Per fare ciò suggerisco, piuttosto che andare ad intuito, di indossare il pantalone e segnare con una penna il punto preciso. Tutti i pantaloni, di qualsiasi marca, hanno una cucitura o un incollaggio longitudinale proprio al centro ed è proprio in questo punto che praticheremo un taglio (anch’esso longitudinale) della stessa ampiezza della base del pisciarino (es. la base del pisciarino è 5cm, faremo un taglio di 5cm).

A questo punto in corrispondenza del taglio praticato, dalla parte interna del pantalone, applichiamo il neoprene liquido nell’area tutto intorno e lungo i bordi interni del taglio e attendiamo che si asciughi (per far prima possiamo utilizzare un asciugacapelli). Facciamo quindi passare il nostro pisciarino attraverso la suddetta apertura e ripieghiamo le alette dello stesso in modo che aderiscano all’area che abbiamo precedentemente cosparso di neoprene liquido.

A questo punto il gioco è fatto, dobbiamo solo aver cura che il neoprene liquido sia presente su tutti i bordi dell’apertura praticata sul pantalone. Volendo se ne può passare anche, dalla parte esterna del pantalone, lungo i bordi del taglio per maggior sicurezza. Con questo rimedio il pisciarino è saldamente incollato e non verrà mai via grazie alle alette interne che lo mantengono saldamente ed infine si eliminano le fastidiose cuciture.

Se lo state applicando su una muta foderata esternamente e lo desiderate, si può applicare alla punta del pisciarino un piccola striscia di velcro (solo la parte con i micro - gancetti) che una volta usciti dall’acqua serve a ripiegare il suddetto lungo l’inguine o su se stesso, in modo da evitare qualsivoglia tipo d’imbarazzo dovuto all’avere questa nostra “appendice” svolazzante esposta agli occhi curiosi dei bagnanti in spiaggia.

Ad ogni modo se ritenete di essere colti da un momentaneo attacco di pigrizia e volete un pantalone già equipaggiato allora potete trovarlo cliccando sul seguente link.