materiale muta

MATERIALE E SPESSORE, I PARAMETRI PRINCIPALI PER RENDERE UNICA LA TUA IMMERSIONE SUBACQUEA

La muta da sub, o come qualcuno è solito chiamarla tuta da sub, è un componente indispensabile dell’attrezzatura per chi svolge qualsivoglia tipo di attività subacquea in quanto il nostro corpo immerso nell’acqua disperde calore molto più velocemente (e ancora più velocemente dalla testa) che nell’aria. Basti pensare che con 20-22° possiamo stare per ore in spiaggia a prendere il sole anche a petto nudo ma in acqua alla stessa temperatura non passerebbe probabilmente nemmeno 1 ora prima di cominciare a battere i denti. Ciò è dovuto alla maggiore densità dell’acqua ed è per questo che usiamo la muta come barriera allo scambio di calore con l’ambiente esterno. Districarsi nella giungla di possibilità offerte dal mercato non è difficile basta solo tenere conto di alcuni accorgimenti che andiamo ad analizzare di seguito.

Di mute ne esistono diversi tipi e modelli che sono destinati essenzialmente ad attività diverse. Ci sono mute stagne, semistagne ed umide. I primi due tipi sono destinati a immersioni con le bombole e sono monopezzo (con la sola aggiunta del cappuccio) mentre le umide sono quelle riservate alla pesca in apnea e sono generalmente in 2 pezzi (giacca + pantalone).

Il materiale (o tessuto) della muta dei sub

PANORAMICA GENERALE

Le mute sono realizzate in neoprene che è una gomma sintetica all’interno della quale sono presenti delle bolle di gas che sono indispensabili per il fine dell’isolamento termico. La loro dimensione e densità determina lo status di micro e macrocellulare del neoprene. Quest’ultimo quando viene fabbricato si presenta come un impasto informe che viene successivamente tagliato in fogli dello spessore desiderato. Questa operazione va a spaccare le bolle che si trovano sul percorso della lama fornendo alla superficie tagliata un aspetto poroso a nido d’ape che prende il nome appunto di “spaccato”. Una volta ottenuto il foglio di neoprene, secondo l’utilizzo viene applicata una fodera di lycra/jersey (su uno o entrambi i lati, ricevendo così la definizione di “mono” o “bi-foderato”) oppure viene “scottata” una delle due superfici, in modo da chiudere le celle lasciate aperte dall’operazione di taglio, in modo da farla diventare liscia (e da cui il neoprene prende poi il nome – “liscio”). Infine negli ultimi anni si è affermata anche una tipologia ibrida che è stata definita “sandwich” in quanto un fodera di lycra/jersey è racchiusa tra due fogli di neoprene che danno gli stessi vantaggi di un liscio/spaccato tradizionale ma con il plus  di permettere l’assemblaggio tramite cucitura dei vari pezzi grazie alla maggiore resistenza data dalla fodera in mezzo, vantaggio che si riflette anche contro le abrasioni.  Pertanto i tipi di neoprene disponibili sono essenzialmente

Liscio (esterno) / spaccato (interno)

Foderato (esterno) /spaccato (interno)

Foderato (esterno) / foderato (interno)

Liscio (esterno) / spaccato (interno) tipo sandwich

Il fruitore di una muta oggi ha un'ampia scelta nella vasta offerta di mute di taglia realizzate dalle più conosciute case italiane ed estere. Le mute di taglia in commercio più comunemente sono disponibili in tre spessori ossia 3mm, 5mm e 7mm e se ne trovano piu raramente di spessori diversi come 7,5 o 8mm. La scelta di uno spessore piuttosto che un altro è dettata dalla capacità d’isolamento desiderata e dalla temperatura dell’acqua nel periodo in cui ci s’immerge. Ad uno spessore maggiore corrisponde un maggiore isolamento ma parimenti un’aumentata spinta di galleggiamento, vale a dire che indossando una muta più spessa dovremo impiegare più zavorra che ci renderà di conseguenza più pesante l’attività subacquea. C'è poi un'altra variabile che incide sulla scelta, vale a dire come indossare la muta. Le mute foderate internamente riescono a scivolare meglio sulla pelle e non richiedono l'impiego di olii, sapone o acqua per essere vestite. Al contrario le mute in spaccato interno obbligano il fruitore ad utilizzare i succitati prodotti per poterle indossare pertanto il tipo d'impiego e il livello di "impegno" che egli vorrà destinare alla vestizione incideranno sulla scelta del materiale.

Spesso ci si trova inoltre davanti al dilemma di come scegliere la taglia della muta da sub, niente panico è semplice. Basta far riferimento al catalogo o al sito del produttore che pubblica sempre uno schema delle misure corporee. Solitamente le misure da prendere a casa per essere già pronti in negozio sono altezza, giro torace (da sotto le ascelle), giro vita e lunghezza gamba (interno - dall'inguine alla caviglia) e quindi si confrontano con le tabelle del produttore.

Un altro dubbio amletico è come lavare la muta da sub. Di frequente ascoltiamo le perplessità dei fruitori su questo tema e per quanto possa sembrare strano è opportuno sapere che si può lavare in lavatrice (se foderata da apnea) avendo l'accortezza di non impostare centrifuga e di impiegare acqua fredda.

Il materiale (o tessuto) della muta dei sub

APPROFONDIMENTO TECNICO

Una volta compresi i tipi di neoprene disponibili occorre comprendere il loro utilizzo. Fermo restando che le indicazioni fornite qui di seguito sono generiche e che vanno comunque considerate secondo l’individualità di ogni sub si può tener presente che:

una muta da 7mm è ideale per temperature dell’acqua che vanno dai 10° ai 15°

una muta da 5mm è ideale per temperature dell’acqua che vanno dai 20° ai 25°

una muta da 3mm è ideale per temperature dell’acqua che vanno oltre i 25°

Per tutte le situazioni intermedie ci si può adoperare in combinazioni di spessori, vale a dire che in primavera si può pensare ad una giacca da 7mm ed un pantalone da 5mm, per esempio. 

Per scegliere la muta a noi più adatta bisogna inoltre relazionarla al tipo di attività che svolgiamo, per esempio la muta foderata internamente è più comoda da infilare ma una muta in spaccato interno aderisce meglio alla pelle e garantisce una maggiore protezione termica. Ancora, una muta foderata esternamente è sicuramente più resistente alle abrasioni e si può sfilare senza l’impiego di acqua saponata ma si asciuga più lentamente rispetto ad una muta liscia esternamente quindi se utilizziamo il gommone sarebbe più utile una liscia piuttosto che una foderata. Infine le nostre quote operative sono un altro aspetto da considerare per far fronte adeguatamente allo schiacciamento.

Una muta macro cellulare risulterà più confortevole da indossare, decisamente morbida ma dopo poche immersioni la ritroveremo con uno spessore dimezzato in quanto la pressione dell’acqua schiaccia le bolle di gas.

Se siamo quindi profondisti una muta micro cellulare è da preferire ma anche adesso che abbiamo definito il tipo di neoprene e il modello, ci sono ancora delle variabili da considerare, ossia i produttori.

Quasi tutto il neoprene europeo deriva dall’Asia ma storicamente i produttori giapponesi garantiscono una qualità maggiore. I più rinomati sono yamamoto, heiwa, e daiwabo ma i loro prodotti presentano a parità di modello, caratteristiche differenti. Per esempio prendendo in esame un neoprene liscio micro cellulare di uguale spessore per tutti i produttori e tenendo in dovuta considerazione che ogni casa ha in catalogo prodotti a densità differente (quindi scegliendo quelli con caratteristiche più omogenee possibili) lo yamamoto è tendenzialmente più confortevole e più costoso ma si degrada più facilmente ed è ugualmente delicato anche l’Heiwa. Più resistente e duraturo invece è il daiwabo. Lo sheico invece è il più frequentemente utilizzato in quanto gran parte delle mute commerciali è realizzato con questo prodotto e da questa multinazionale. Cliccando su questo link è possibile confrontare una selezione delle principali mute presenti sul mercato e i relativi prezzi.

Accessori

Gli optional, ormai diventati quasi tutti di serie per le diverse marche, richiedono una valutazione a parte.

Rinforzo sternale

meglio se spesso ed ampio ma senza irrigidire troppo l’area del petto in modo ca conservare l’aderenza sulla pelle ed il confort

Rinforzi gomiti e ginocchia

meglio scegliere mute che abbiano rinforzi cuciti  piuttosto che incollati sulla fodera esterna

Chiusura giacca

il più diffuso è il doppio aggancio in plastica che ha una presa sicura ma che risulta meno pratico da sganciare. Meglio optare per una chiusura a velcro

Pissette/pisciarino

è una valvola per l’espulsione dell’urina diventata molto comune ma che ciò nonostante ha visto solo un produttore applicarla di serie sui pantaloni delle loro mute.

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