CHECK LIST E CONSIGLI PRE IMMERSIONE

Il corpo umano è concepito per la vita terrestre ma si adatta all’ambiente sottomarino mettendo in atto una serie di cambiamenti per fronteggiare la pressione, la temperatura, l’acqua. Essendo un adattamento quello che di cui parliamo è opportuno essere accorti in quanto non si può affrontare l’immersione con la stessa logica che accompagna la nostra vita terrestre ed è questo che proponiamo di seguito una lista di considerazioni di cui tener presente prima di entrare in acqua:

Mai da soli:

Che sia con le bombole o in apnea l’immersione deve essere fatta in presenza di un compagno fidato capace d’intervenire in caso di necessità. E’ la più comune ed importante raccomandazione e per questo è indicata come prima. Nel caso della pesca in apnea regola d’oro è avere un solo fucile a coppia in modo che uno resta in superficie sulla verticale mentre l’altro pesca.

Pianificare l’immersione:

bisogna conoscere la conformazione della costa e di conseguenza il punto d’ingresso, il punto di uscita e in caso di necessità il punto di uscita in situazione d’emergenza. Difatti il mare potrebbe per esempio ingrossarsi improvvisamente e metterci nella condizione di non poter uscire da dove siamo entrati. Occorre inoltre comprendere il tipo di fondale (se degrada velocemente oppure no, se è caratterizzato da sabbia, fango o roccia) e prevedere la possibile visibilità che si avrà. Quest’ultimo aspetto influenzerà non poco la nostra performance in acqua in quanto rappresenta un elemento di disagio che solitamente crea pathos nell’avventore e quindi ci farà consumare più ossigeno. Peggiore è lo scenario in cui vi è la possibile presenza di reti, per questo occorre cercare di raccogliere info su questi aspetti prima di affrontare l’acqua in modo da essere preparati a fronteggiare situazioni che altrimenti sarebbero inaspettate e potenzialmente più pericolose.

Attrezzatura in ordine: zero rischi

Anche per questo aspetto non importa se ci immergiamo con bombole o in apnea perché la cura dell’attrezzatura ha un’alta valenza in entrambi i casi pertanto è opportuno essere sicuri di avere tutto in ordine e perfettamente funzionante quando si è all’asciutto piuttosto che fronteggiare un problema quando si è in acqua. Bisogna agire basandosi sulla considerazione che la cosa di più semplice esecuzione a terra può diventare incredibilmente difficoltosa in acqua. Ovviamente non possiamo prevedere tutto quello che può accadere e quindi dobbiamo essere pronti ad affrontare qualche disagio in acqua o anche poco prima di entrare in acqua. Per esempio, è buona norma portare in acqua oggetti di poco ingombro ma molto utili: un pedagno di riserva (da 300/500gr), un elastico (con ogive) di riserva ed un cinghiolo supplementare della maschera. A seguito del continuo uso sia il cinghiolo che l’elastico del nostro fucile potrebbero usurarsi e rompersi proprio quando siamo pronti con tutto il resto dell’attrezzatura a scendere in acqua oppure ancora più facile è che si perda il pedagno e si resti con una boa che non possiamo ancorare. In pratica tutte quelle piccole parti che possono rompersi dovrebbero avere un ricambio disponibile poiché gli scenari descritti sono particolarmente frustranti soprattutto se abbiamo investito tempo ed energie per essere in acqua quel giorno.

Condizione fisica:

Come indicato in precedenza l’immersione provoca cambiamenti nel nostro organismo dovuti alla pressione e alla temperatura pertanto dobbiamo essere adeguatamente preparati dal punto di vista fisico/atletico. Per esempio il nostro organismo per fronteggiare la temperatura esterna (ricordiamo che in acqua il calore si disperde più velocemente) brucia moltissime energie e crampi e spossatezza potrebbero non tardare ad arrivare. Inoltre è opportuno non presentare alcuna patologia semplice o grave che sia al momento dell’immersione. Una semplice rinorrea (naso che cola), strascico di un raffreddore appena curato, potrebbe essere sufficiente a renderci impossibile l’immersione. Inoltre bisogna sempre considerare che la medicina subacquea ha ancora molto lavoro da fare dal punto di vista della ricerca e quindi molti o addirittura tutti i medicinali che normalmente assumiamo per le comuni patologie (antiinfiammatorio, mucolitico, antibiotico, aspirina, ecc) non sono studiati per l’assunzione in un organismo che sarà sottoposto a forte stress come quello derivante da un’immersione subacquea pertanto anche i medici non sanno come il nostro organismo potrebbe reagire alla permanenza in acqua dopo l’assunzione di determinate sostanze. A tal proposito quindi è consigliabile terminare qualsivoglia terapia stiamo seguendo prima di immergerci lasciando un adeguato periodo di “assestamento” tra la fine della somministrazione di medicinali e la prima immersione.

Alimentazione: prima e durante l’immersione

Visto l’impegno che il nostro organismo dovrà affrontare durante l’immersione è consigliabile dormire adeguatamente la notte prima. Per la stessa ragione è bene che la sera prima ci si alimenti con una cena leggera e priva di alcolici e bevande gassate. Una delle automatiche risposte dell’organismo all’immersione è l’aumentata attività renale e conseguente minzione (facciamo spesso la pipi). Questo dopo poco tempo potrebbe portarci alla disidratazione e conseguentemente a crampi e giramenti di testa pertanto è opportuno idratarsi costantemente durante e dopo l’immersione. Lo sforzo muscolare inoltre, come l’attività di equilibratura della temperatura corporea brucia energie che dovrebbero essere reintegrate con alimenti leggeri ed asciutti (tipo i crackers) in piccole quantità. Una cosa importante è scegliere la muta corretta in modo che non ci esponga sia ad ipotermia che a surriscaldamento. Soprattutto nei cambi di stagione capita sovente di non prevedere adeguatamente la temperatura che incontreremo in acqua e quindi rischiamo di avere una muta che ci tiene troppo caldi o viceversa che ci fa patire il freddo. In questi scenari è ancora più importante la corretta idratazione ed alimentazione poiché l’impiego di energie da parte del nostro organismo sarà notevolmente accentuato.

 

SINTOMI FREQUENTI PRIMA E DOPO L'IMMERSIONE

Sibilo nelle orecchie: se durante o a seguito di un immersione ci accorgiamo di avere un sibilo costante in uno o entrambi le orecchie, molto probabilmente siamo in presenza di un acufene, un tipo di baro trauma che colpisce il timpano. E’ molto frequente in chi fa immersioni e spesso ci si convive serenamente poiché non è il sintomo di qualcosa che col tempo diventa più grave. Ad ogni modo è sempre opportuno sentire il parere di un medico.

Mal di testa e giramenti di testa: se durante o a seguito dell’immersione abbiamo mal di testa, il più delle volte non dobbiamo preoccuparci perchè tra i vari sali e scendi in acqua, gli sbalzi pressori possono avere questo effetto. Un’altra causa invece può essere una maschera troppo stretta sul viso e quindi allargando il cinghiolo leggermente si risolve il tutto. Un altro fenomeno comune dopo l’immersione è quello dei giramenti di testa che sono frequenti in chi per esempio soffre di pressione bassa, specialmente nella stagione più calda. Con una corretta reidratazione ed assunzione di zuccheri (e magari liquirizia) il tutto tende a rientrare rapidamente. Se invece i giramenti di testa sono associati a vertigini e nausea e ci capitano quando siamo in acqua persistendo anche fuori, allora è il caso di rivolgersi con urgenza ad un medico.

Accumuli di muco nei seni: nella parte frontale del nostro cranio sono presenti alcune cavità dette seni che in caso di raffreddore si riempiono di muchi che essendo intrinsecamente incomprimibili all’aumentare della pressione (durante la discesa) provocano dolori nella zona delle sopracciglia oppure ai lati del naso fino ad arrivare ai denti dell’arcata superiore. In questi casi è bene non proseguire l’immersione e consultare il medico di base che nella maggior parte dei casi vi consiglierà dell’aerosol o dei lavaggi nasali nel breve periodo.