TEVFIK KAPTAIN: IL RELITTO DI TORRE VADO

immersione sul tevfik kaptan

L’immersione sul relitto è sempre accompagnata da forti emozioni perché scoprire in acqua qualcosa che si è abituati a vedere al di sopra della superficie ha un fascino ineguagliabile. Tuttavia, quest’attività è spesso riservata a persone con particolare esperienza e capacità perché oltre alle comprensibili insidie si aggiunge di frequente l’elevata profondità. Per questa ragione il Tevfik kaptan rappresenta un’eccezione in quanto il fondale su cui poggia e la distanza dalla costa lo rendono accessibile a tutti. Vediamolo nel dettaglio.

Affondato a giugno del 2007 a causa dello spostamento del carico nella stiva, il Tevfik Kaptan 1 era una nave commerciale di 65 metri di lunghezza battente bandiera turca che trasportava bobine di cavi d’acciaio. Fortunatamente l’affondamento, sviluppatosi a cavallo di due giorni proprio nelle acque antistanti il caratteristico borgo marinaro di Torre Vado, non causò vittime tra i sei uomini dell’equipaggio. Per diversi anni la nave ha riposato in perfetto assetto di navigazione su un fondale di grotto basso intervallato da piccole chiazze di sabbia ad una profondità di 22/24mt. Nel 2014 tuttavia a seguito di una mareggiata il castello di poppa ha ceduto inclinandosi di circa 60° verso sinistra, mentre la posizione della sezione di prua è rimasta invariata.

Il relitto dista circa 600mt dalla costa e si impiegano più o meno 20 minuti a pinne per raggiungerlo dalla riva. La profondità decisamente accessibile ha spinto le autorità locali, subito dopo l’affondamento, a segare le strutture alla sommità del ponte di comando poiché fuoriuscivano dall’acqua rappresentando un chiaro pericolo per la navigazione e a svuotare, come da procedura, i serbatoi dal gasolio in essi presente al fine di salvaguardare l’ambiente marino.

Per visitare il relitto ci si può muovere via aereo atterrando in uno dei due aeroporti più vicini, vale a dire Bari o Brindisi, per poi proseguire in macchina in direzione lecce (che dista rispettivamente circa 150 e 50km). Successivamente s’imbocca la statale 101 verso gallipoli ed una volta giuntivi s’imbocca la statale 274 direzione Leuca, dalla quale si uscirà prendendo lo svincolo per torre vado. Il tragitto descritto da lecce è di circa 80km, mentre la distanza che separa torre vado da bari e brindisi è rispettivamente 230 e 120km. Una volta arrivati a torre vado, un piccolissimo ma caratteristico borgo marinaro, occorre dirigersi verso il porticciolo. Guardando il molo foraneo del porto il relitto è situato a largo verso sinistra. Se ci si allontana di circa 200 metri a piedi dal porto, sul lungomare, s’incontra subito un ristorante costruito su una struttura a palafitta e li si trovano delle scale che permettono di scendere raggiungendo l’acqua. Si possono utilizzare quelle scale come riferimento per individuare il sito dell’affondamento, poiché spostandosi perpendicolarmente verso il largo si arriva facilmente al relitto. Se siete avventori più tecnologici invece trovate di seguito le

COORDINATE DEL RELITTO DI TORRE VADO: lat 39°49.201' N, long 018° 16.574' E

Una volta giunti sulla verticale del relitto è possibile, in qualsiasi condizione di visibilità, scorgere dalla superficie almeno la gru di carico e le strutture più alte del ponte di comando. Vista l’ubicazione del relitto e le caratteristiche del fondale è sconsigliato immergersi quando spira vento di scirocco in quanto la visibilità risulterebbe compromessa e perché in presenza di tale vento in quel tratto di costa il mare tende ad ingrossarsi rendendo difficile il rientro.

Il tetto della cabina di comando si trovava a circa 7/8mt, ora con l’inclinazione che ha seguito il cedimento strutturale, il tetto si trova leggermente piu in basso. Scendendo di un paio di metri vi si può entrare (tutti i passaggi sono stati liberati) ed afferrare il timone della nave. Nella cabina è ancora possibile notare alcuni degli accessori che ne facevano parte mentre la gran parte di essi si trova sul fondale di grotto.

A circa tre metri di fronte al timone ci sono delle scale che portano al corridoio del ponte inferiore ove sono ubicate ad una profondità di 15mt due cabine utilizzate dall’equipaggio per consumare i pasti. Le pareti hanno la particolarità di essere state colonizzate da ostriche e nella stanza più in fondo si trova anche un bagno.

Uscendo da queste cabine ci si ritrova su un suggestivo corridoio coperto che porta alle stive (17metri). Se si prosegue allo scoperto lungo lo scafo dopo qualche decina di metri si giunge alla gru di carico sotto la quale vi sono altri ambienti. Due cose da non perdere assolutamente sono la prua (che ha ancora una delle due ancore su) e le eliche ad una profondità di 22/24metri.

L’intera struttura è costantemente frequentata da branchi numerosissimi di barracuda e saraghi che abituati alla presenza dell’uomo si avvicinano senza timori. Se si ha un po’ di fortuna è possibile incontrare dei dotti di media dimensione e delle cernie e durante il periodo di passo delle ricciole. Nei video in basso è possibile vedere il dvd realizzato in apnea nel 2009.

Alcune ovvie raccomandazioni da tenere sempre in considerazione durante la visita di un relitto:

non avventuratevi da soli

indossate i guanti e fate attenzione alle strutture perché dopo anni in mare sono diventate taglienti

quando risalite fatelo guardando in alto, non immaginate quanto facile sia sbattere la testa ad una delle strutture

i passaggi verso le zone piu interne ed anguste sono stati bloccati quindi non tentate di avventurarvici comunque

l’immersione sul relitto nel complesso è sempre un’attività con una componente di rischio più alta rispetto a normali immersioni in acque libere pertanto affrontatela con la dovuta circospezione ed attenzione.

Se vi siete incuriositi e desiderate visitarlo potete contattare il diving cliccando il seguente link sia per l'escursione sia per l'attrezzatura.