fucile oleopneumatico

I fucili subacquei si dividono, secondo il tipo di propulsione, in due categorie, cioè arbalete (propulsione ad elastici) e oleopneumatici (propulsione ad aria compressa). Queste due categorie hanno sin dalla notte dei tempi diviso i pescatori nella scelta del fucile sub in virtù dell'atavico dubbio: arbalete o fucile oleopneumatico? Quest’ultimo ha visto la sua maggiore diffusione e sviluppo proprio in italia  mentre oltralpe prendeva piede il suo cugino ad elastici. Pioniere di questo tipo di arma fu la storica ditta italiana MARES e purtroppo bisogna ammettere che dagli anni 50 lo sviluppo di questo progetto è rimasto per molto tempo fermo a quell’epoca. Difatti per quasi mezzo secolo non si sono visti cambiamenti significativi nella progettazione fino all’avvento negli anni 2000 di piccole aziende artigiane che hanno portato una fresca ventata d’innovazione introducendo il sistema sottovuoto e migliorando l’impugnatura.

FUCILE AD ARIA COMPRESSA O OLEOPNEUMATICO: LA STRUTTURA

DETTAGLI PER COMPRENDERE I CAMBIAMENTI INTRODOTTI

Fucile ad aria compressa: Volata

È l’estremità che si avvita nella parte finale del fusto e di cui fanno parte testata boccola d’ammortizzo e gommino di ammortizzo. Il suo scopo è quello di ammortizzare il fine corsa del pistone al momento dello sparo. La volata è caratterizzata da dei fori che servono al deflusso dell’acqua presente nella canna. Più grandi sono e più velocemente l’acqua esce dalla canna diminuendo l’attrito sulla corsa del pistone a tutto vantaggio della prestazione finale dell’arma.

Fucile ad aria compressa: Serbatoio

È il fusto del fucile e al suo interno si trova aria compressa insieme ad olio per lubrificare la corsa, da qui il nome OLEO-PNEUMATICO. Tradizionalmente è da 40mm e per tanti anni è stato prodotto esclusivamente con una sezione circolare. Uno dei difetti principali era l’assetto decisamente negativo che imponeva modifiche artigianali all’utilizzatore (tipo l’applicazione del galleggiante vicino l’estremità anteriore). Oggi per fortuna sul mercato sono disponibili anche modelli con fusto a sezione ellittica che favorisce il brandeggio e al contempo racchiude al suo interno delle sacche d’aria che intervengono sull’assetto, oppure creati con tecnologia Hot Forming e disegnati per avere sempre delle sacche d’aria per modificare l’assetto. Ricordiamo inoltre che un fucile oleopneumatico da 100cm per esempio ha una lunghezza fuoritutto decisamente più corta di un fucile di pari lunghezza ad elastici pertanto le nostre considerazioni sul brandeggio devono tener conto di questo fattore.

Fucile ad aria compressa: Impugnatura

Si tratta della parte che si innesta all’altra estremità del serbatoio e che include la valvola di scarico/carico, il variatore di potenza e il grilletto. Anche l’evoluzione di questo componente dell’arma ha subito un arresto inspiegabile presentando per tanti decenni un disegno con profilo molto basso e poco arretrato. Le recenti modifiche introdotte, attraverso un profilo più alto ed arretrato invece, permettono alla mano di avvicinarsi alla linea di tiro migliorando il puntamento ed eliminando il rinculo. La valvola di scarico/carico permette di immettere o far defluire l’aria cosiddetta di “precarica” nel serbatoio. Di solito la valvola è situata sul calcio del fucile proprio sopra la sella dell’impugnatura e il valore di precarica standard si aggira intorno ai 20 bar. Il variatore di potenza è un dispositivo che come il nome stesso indica, serve a ridurre la potenza del’arma quando azionato. E’ un congegno molto utile nella pratica della pesca in apnea quando si deve affrontare per esempio un tiro in tana e non si vuole sfruttare l’intera potenza disponibile. Equivale allo sganciare un elastico di un arbalete con la differenza che risulta essere un’operazione più semplice ed immediata da fare all’occorrenza in quanto consiste nello spostare semplicemente una levetta di solito situata sul lato sinistro dell’impugnatura.

Fucile ad aria compressa: Pistone

E’ una delle parti che non vediamo mai a meno che non smontiamo l’arma ed è quella preposta alla spinta dell’asta. All’inizio erano costruiti in metallo ma risultavano molto rumorosi, per questo si è passati a costruirli in tecnopolimero.

Fucile ad aria compressa: Canna

Anche questa è una parte che non vedremo mai in quanto funge da guida all’asta e si trova all’interno del serbatoio ma è una delle più importanti caratteristiche che ci guideranno alla scelta del nostro oleopneumatico. Il diametro della stessa è direttamente proporzionale alle prestazioni del fucile, più è grande e maggiore la potenza e la velocità d’uscita dell’asta. Per tanti anni ha avuto un diametro di 13 mm e solo successivamente è stata introdotta prima la canna 11mm e poi la canna 12mm. A parità di atmosfere di precarica, la canna più larga (che ha in abbinamento un pistone con una superficie commisurata) chiaramente permette d’immagazzinare un volume d’aria maggiore e quindi di avere più potenza da esprimere. Questo ha come diretta conseguenza la richiesta di uno sforzo non indifferente al suo utilizzatore al momento del caricamento. Basti pensare che caricare un canna 13mm con 24 atm richiede lo stesso sforzo necessario a caricare un canna 11mm con 35atm. Anche la posizione della canna all’interno del serbatoio influenza la prestazione globale, difatti una canna spostata verso l’alto rispetto al centro della sezione del serbatoio favorisce l’allineamento di tiro in quanto l’asta si troverà su un asse piu prossimo a quello dei nostri occhi con la preda. L’utilizzo di canne di dimensione minore ha implicato benefici nella pratica della pesca poiché permette di impiegare aste con diametro più piccolo favorendo sia l’assetto che il brandeggio e rendendo l’arma nel complesso più gestibile soprattutto nella pesca in basso fondo o all’agguato.

Quindi ricapitolando il sistema di propulsione funziona come segue, nel serbatoio si accumula una miscela di aria compressa mista ad olio (per lubrificare) che aziona un pistone che a sua volta spinge un asta (e l’acqua che si trova insieme) all’interno di una canna di alluminio fino a che il pistone si ferma contro il gommino di ammortizzo della volata. Come detto in precedenza l’acqua contenuta nella canna offre un ostacolo alla corsa del pistone pertanto il rimedio artigianale per tanti anni è stato quello di allargare i fori della volata per favorire un deflusso veloce dell’acqua. Nel nuovo millennio invece è stato introdotto il kit sottovuoto che molto semplicemente evita che l’acqua allaghi la canna rendendo più performante la spinta del pistone. Questo prodotto non è altro che una volata sostitutiva (con tutte le parti che la compongono all’interno, quindi gommino d’ammortizzo, ecc)che applicata al posto di quella di serie, attraverso un sistema diciamo “a labbro” aderente all’asta ed una serie di o-ring di tenuta, garantisce alla canna di essere stagna. Le case produttrici di questi componenti hanno reso disponibili anche altri accessori che migliorano ulteriormente le prestazioni come particolari pistoni o boccole d’ammortizzo realizzate in materiali fonoassorbenti. Inoltre c’è da dire che una di queste case (la STC) è stata approvata dalla Mares e pertanto se il kit sottovuoto viene montato da personale autorizzato, non invalida la garanzia.

Fucile ad aria compressa: Asta nuda

Se la performance risulta migliorata attraverso l’impiego del sottovuoto ulteriori vantaggi se ne traggono dalla scelta dell’asta nuda. Facciamo una doverosa digressione per capirne i vantaggi. Tradizionalmente l’asta si collega con monofilo/sagola facendo passare quest’ultima in uno scorri-sagola, vale a dire un supporto generalmente in plastica che scorre lungo tutta la lunghezza dell’asta per finire la sua corsa contro uno stopper di metallo posto in prossimità del codulo. Seppur con un profilo ridotto ed idrodinamico, lo scorri sagola offre resistenza durante il tragitto dell’asta verso il bersaglio.  A questo scopo si è pensato di ricorrere ad un’asta priva dello scorri-sagola e che si connette al fucile per mezzo di un foro posizionato in prossimità dell’aletta. Ovviamente come tutte le modifiche/innovazioni c’è chi si trova bene con un sistema e chi con un altro, difatti c’è chi sostiene che l’asta in fase di recupero tornando su dalla parte della punta crei difficoltà e potenziali pericoli soprattutto quando si è sul gommone e che s’impigli più facilmente nelle asperità del fondo. Ciò nonostante è innegabile che la velocità di uscita ne trovi giovamento. Nel  momento in cui si decide di optare per un kit sottovuoto bisogna ponderare bene la scelta perché ci sono alcuni modelli che per esempio non permettono l’impiego di aste nude o che limitino l’impiego di aste di un diametro piuttosto che un altro.

Quindi al momento della scelta del nostro primo fucile oleo-pneumatico teniamo conto della lunghezza del serbatoio, del diametro della canna, della presenza o meno del kit sottovuoto, della forma del fusto e valutiamo accuratamente l’impugnatura. Il tutto chiaramente, come per gli altri fucili, deve essere commisurato al tipo di pesca che intendiamo fare. Non serve a molto e diventa addirittura controproducente acquistare il fucile ad aria compressa più potente con kit sottovuoto, asta nuda e magari di lunghezza generosa se poi intendiamo insidiare polpi in tana in poca acqua.

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